La mia testa continua a correre, a pensare, a tentare di mettere a terra tutte le idee e gli stimoli accumulati in questi giorni. Dall'altro lato continua a rivivere momenti, sorrisi, difficoltà affrontate, sensazioni scaturite dal parlare con altre persone, dal trovarsi davanti degli occhi che si illuminano mentre sentono qualcosa che stai spiegando, o mentre ti raccontano su cosa stanno sperimentando. PASSIONE PURA.
Con questo articolo vorrei raccontarti tutto quello che ho vissuto. E se ti sei perso la prima edizione, il momento in cui ho conosciuto dal vivo per la prima volta la mia Tribù, puoi recuperarlo qui!
Partenza! DAY 0
Il viaggio inizia il pomeriggio del 12 maggio: arrivo a Bologna, e la sera Giada mi mostra la città, i suoi portici, i piccoli posti magici da cui nascono le serate speciali che partono da uno spritz, il cinema sotterraneo (stupendo). E poi ecco la prima novità!
La TIGELLA! Una sorta di piccola focaccina, si chiama così per il nome dello strumento usato per la cottura.
La serata continua con tigelle calde, affettati, racconti e spritz.
Day 1 - 13 maggio
La mattina del Day 1 non è ancora team building. Prima, un incontro con un cliente.
Scoprire i loro uffici è stata un'esperienza fantastica. La loro sala di controllo mi ha teletrasportata per un attimo alla NASA. E ho combattuto moltissimo con la bimba che è in me per non correre dietro uno di quei monitor, per vedere cosa vedevano gli operatori e cosa si prova ad avere una parete intera di DATI davanti agli occhi.
Dopo, ci spostiamo al Club del Sole di Bologna. E qui continuano le emozioni: molti di noi non si conoscevano dal vivo, ed è stato bellissimo scoprirci un poco alla volta. Un pallone, ping pong e biliardino: i trigger perfetti per sfide e risate.
Day 2 - 14 maggio: SPEECH
La seconda giornata era dedicata a noi, workshop e presentazioni interne. Ognuno ha portato il suo, ed è stata tantissima roba.
Abbiamo visto come costruire un modello operativo chiaro e coordinato. Come la forma, la cura e l'attenzione siano essenziali. Come i nostri tre pilastri, Formazione, Consulenza e Sviluppo di soluzioni, si stiano evolvendo, senza mai perdere di vista la cura verso le procedure, il cliente e il team.
Ascoltare concetti che mi appartengono in quanto membro di questa tribù, ma che in parte sono lontani dal mio mondo tecnico, ha smosso un sacco di tasselli. Ha iniziato a contaminare e stimolare altri ingranaggi. (SPOILER: non si sono ancora fermati!)
Io faccio parte di quella sfera nerd arcaica, timida e un po' chiusa, dalla quale sto lottando per uscire. Ascoltare questi preziosi confronti mi sta facendo crescere.
Come stare nella Stanza dello Spirito e del Tempo di Dragon Ball.
Un confronto anche acceso mi ha insegnato che esprimere le proprie idee e lottare per il proprio pensiero è qualcosa di fantastico. Come lo è anche cercare un punto di contatto con il proprio interlocutore. Come siamo consapevoli dei nostri limiti, che non sono muri in cui continuare a sbattere come il maggiordomo del primo Tomb Raider. Sono ostacoli che portano stimolo, crescita, e che accendono nuove passioni. E soprattutto: non dobbiamo superarli in SOLO MODE.
DAY 3 - 15 maggio: SPEECH E TEATRO
La mattina del terzo giorno abbiamo tenuto una sessione aperta per raccogliere feedback e idee, e ne sono nati tantissimi. Poi è arrivato il mio turno: un piccolo speech al team.
Ero nervosissima. Come dicevo, sto lottando per uscire dal "sono una nerd timida che vive davanti a uno schermo". Questa è stata la seconda sfida del viaggio.
Ho presentato Git, GitHub e le GitHub Actions insieme al mio collega Mauro, una delle persone più serene e libere che abbia incontrato. È stata una bellissima esperienza. Spesso scrivo qui sul blog cercando di trasmettere quello con cui gioco, ma farlo dal vivo, vedere le domande, la curiosità che scaturisce dagli occhi di chi ascolta, è stata una scossa elettrica.
Git è un sistema di controllo versione distribuito: tiene traccia di ogni modifica al codice, permette di collaborare su uno stesso progetto senza sovrascriversi, e di tornare indietro se qualcosa va storto. GitHub è la piattaforma che ospita i repository e ci aggiunge strumenti di collaborazione, code review e gestione dei progetti. Le GitHub Actions sono il pezzo che chiude il cerchio: permettono di automatizzare l'intero ciclo di vita del software, test, build, deploy, direttamente dentro il repository, senza tool esterni. Un flusso che parte da un git push e, se tutto va bene, arriva in produzione da solo.
Vedere gli occhi di persone non tecniche illuminarsi su questi concetti è stato un TAC sul mio guscio. 🐢
Il tempo inizia a peggiorare. Ci mettiamo tutti in macchina sotto la pioggia, direzione Schio. In macchina le contaminazioni continuano anche sul lato musicale, ho scoperto la canzone QWERTY dei Linkin Park (grazie Dani!).
Arrivati, ci aspetta una lezione di teatro!.
La lezione si è tenuta presso il Teatro Civico di Schio, e le nostre fantastiche "guide" sono state Nadia Acco e Silvia Brazzale. E io mi sono sentita libera. Credo di aver urlato ad un certo punto "questo è il mio posto".
Abbiamo fatto diversi esercizi per comprenderci come gruppo: entità separate ma che contribuiscono a creare un flusso. Eravamo come piccole particelle che si muovevano nello spazio, attente a eventuali vuoti o pesi che si spostavano con i movimenti individuali.
ASCOLTO. ATTENZIONE. ADATTAMENTO.
Dovevamo osservarci, fermarci se una sola delle nostre particelle si fermava, rimetterci in moto al primo movimento di un'altra.
Abbiamo lavorato sul contatto lieve, sia della mano che dello sguardo. Marco mi raccontava che tanti amori istantanei sono nati da questi sguardi, brevi, ma capaci di trasmettere tantissimo. E soprattutto, grazie Marco per questa splendida idea di portarci a teatro!!!
Abbiamo guidato una persona a occhi chiusi con il solo contatto di un braccio. Mi ha ricordato le sensazioni che allenavo quando facevo Tai Chi, dove il contatto dell'altro ti dice letteralmente tutto: quando agire, e come. Mi sono resa conto che anche una piccola distrazione, una frazione di secondo in cui non ero presente, mi ha fatto perdere il ruolo di guida, e ho sentito la mia compagna iniziare a inciampare.
Abbiamo poi scelto due skill in cui siamo bravi e una in cui vogliamo migliorare, per trasferire la forza dall'una all'altra, sempre con qualcuno al fianco. Grazie Roberto per essere stato con me in questa esperienza.
Di sera: una cena in un posto stupendo con un panorama infinito. Ancora calore, ancora contaminazione. Siamo pur sempre particelle individuali, diversissime l'una dall'altra, ma che hanno iniziato a contaminarsi.
Ci siamo messi a giocare con il linguaggio: ogni tanto partiva un mio "Amunì", e dopo varie inclinazioni di testa ho capito che dovevo spiegarne il significato. Ho più o meno capito cosa è una "zeppata". E così via 🙂
La sera abbiamo dormito in una nuova location, piena di verde e "trasparenza" (allego foto delle docce).
DAY 4 - 16 maggio
Come ogni mattina, ho usato il tempo per le mie morning pages. E in questa giornata ho usato quel tempo anche per esplorare tutto il verde che mi avvolgeva.
A seguire: un talk di Giada, a seguire altro pallone con cui giocare, altro legame.
Ho toccato con mano come ambienti lavorativi diversi portino a galla prospettive completamente nuove. Come qualcosa nato per X possa essere usato per Y, con applicazioni che non avevo considerato.
Grazie Luca e Fabio per tutte le idee e input trasmessi in questi giorni.
DAY 5 - 17 maggio: PARCO AVVENTURA
Grandissima giornata! Ci dirigiamo verso il Parco Avventura Cavaioni.
Non ero mai stata in un parco avventura. Ci siamo trovati davanti una scaletta di percorsi colorati, ognuno con difficoltà crescente.
Il primo impatto è stato tostissimo. Trovarsi a un'altezza completamente diversa è spiazzante, una sorta di perdita del controllo sull'ambiente. Amplificata dal fatto che una volta iniziato un percorso non puoi scendere quando vuoi: devi finirlo.
Ci siamo divisi per affrontare liberamente le nostre sensazioni. Io ho iniziato dal percorso che pensavo fosse il più facile, che poi si è rivelato il secondo più difficile (non sapevo ancora che avrei affrontato una parete attrezzata nel percorso viola).
È stato bello vedere come ognuno di noi abbia affrontato le proprie paure, e non in SOLO MODE. Eravamo insieme a incoraggiarci, a seguirci con lo sguardo, a spingerci ad andare avanti. Io ad esempio senza il supporto di Giada sarei ancora lì a respirare sulla parete attrezzata dicendomi che non ce la faccio.
Il pranzo al parco ha portato nella mia vita le crescentine... GNAM!
DAY 6 (fine team days) - Verso Milano e AI WEEK
In questa giornata iniziamo a salutare alcuni membri del team che rientrano a casa. Gli altri si spostano a Milano per la AI Week.
Nel pomeriggio: pre-accreditamento in fiera. E qui partono nuove emozioni.
Cos'è AI Week?
Prima di raccontarti i giorni in fiera, merita un piccolo contesto.
AI Week è giunta alla sua sesta edizione, organizzata da Pasquale Viscanti e Giacinto Fiore, founder della community "Intelligenza Artificiale Spiegata Semplice". La formula è ibrida: online per i giorni satellite, e in presenza a Fiera Milano Rho per le giornate principali, che per l'occasione si trasforma nella capitale europea dell'AI.
In fiera si susseguono 10 palchi in contemporanea tra main stage, tech stage, workshop e stand-up corner. Non solo talk ispirazionali: c'è un focus sull'AI applicata alla salute, workshop pratici per acquisire strumenti operativi, e un'area dedicata al networking e agli incontri one-to-one tra domanda e offerta.
In una parola: non è un evento per sbirciare il futuro da lontano. È un posto in cui il futuro si tocca con mano.
DAY 7 - AI WEEK giorno 1
Primo giorno di fiera. Dopo la colazione, ci incamminiamo.
Con i nostri badge personalizzati al collo: li avevamo realizzati noi, una scheda Arduino con uno schermo e-ink integrato, nome, ruolo e QR code di Boosha. Leggeri, silenziosi, a bassissimo consumo come vuole l'e-ink. Portarsi addosso qualcosa che hai costruito tu, in mezzo a centinaia di persone, è una di quelle sensazioni difficili da spiegare.
La giornata vola, tra incontri in stand, curiosità per nuovi servizi, e lo speech di Giada: "Dal linguaggio all'AGI".
Se esisteva un tratto della nostra specie che meritava di essere mostrato a un'intelligenza non umana, abbiamo scelto il linguaggio.
Io ho conosciuto Boosha esattamente così: seguivo le live su LinkedIn, e sono rimasta stregata dalla cura e dalla capacità di trasmettere conoscenza. Che è una di quelle cose che ho sempre cercato, e che finalmente ho trovato.
(Se sei nuovo da queste parti, ti racconto velocemente chi sono.)
Boosha è la realtà in cui lavoro, e che mi ha portata sia ai team days che all'AI Week. Lavorano sull'integrazione dell'intelligenza artificiale nei processi aziendali, ma non nel modo in cui te lo aspetti. Non vendono hype, non vendono fumo. Partono dai problemi reali delle aziende, e costruiscono soluzioni concrete attraverso tre pilastri: formazione, consulenza e sviluppo di soluzioni custom.
Quello che li distingue, e che ho imparato a riconoscere giorno dopo giorno, è la cura: verso i clienti, verso i processi, e soprattutto verso le persone del team. Una cosa rara. 👉 boosha.it
Tra il mio girovagare in fiera, ho trovato BizzyNow: si occupano di networking e connessioni, legandole al gioco. Ho conosciuto figure diversissime, provenienti da altrettante aziende, e ci legava la passione per il gioco.
Una delle iniziative era un torneo di carte di due giorni, basato su Magic, in cui tutti ricevevano lo stesso kit di partenza e venivano chiamati per round da 7 minuti contro un avversario casuale. Non potevo non partecipare.
Ogni tanto mi prendevo una pausa, e anche in quei momenti ho conosciuto persone interessantissime: esperti di sicurezza che mi raccontavano le difficoltà di muoversi tra meccanismi decisionali e normativi, chi lavora nelle telecomunicazioni e sta inserendo l'AI nel proprio ecosistema a poco a poco.
E in stand: vedere gli occhi di ragazzi super curiosi brillare mentre spieghi come funziona qualcosa, e poi vederli raccontarsi a loro volta, è stato un altro TAC nel mio guscio da nerd timida. 🐢
DAY 8 - AI WEEK giorno 2
Secondo giorno! Ho curiosato tra gli stand e sono stata colpita da alcune realtà in particolare.
🐢 Giskard Il logo è una piccola tartaruga, non a caso: vuole trasmettere l'idea di shield, di protezione. Giskard è una piattaforma per il testing e la valutazione di agenti LLM, con funzionalità avanzate di red teaming, rilevamento automatico di vulnerabilità come allucinazioni e falle di sicurezza, e monitoraggio continuo in produzione. L'approccio è proattivo: invece di aspettare che qualcosa si rompa in produzione, integrano i test direttamente nella pipeline di sviluppo. In un mondo in cui sempre più aziende deployano agenti AI, avere uno scudo del genere non è un optional.
🎬 Thousand Dreams L'idea di base è elegante: parti da asset standard, storyboard, ricostruzione 3D del prodotto a 360°, per dare all'AI il massimo contesto possibile e farle generare immagini e video commerciali coerenti e di qualità. Non "prompt e spera", ma un flusso strutturato in cui l'AI lavora su una base solida.
🗄️ TiDB TiDB è un database SQL distribuito open-source, progettato per gestire workload HTAP, cioè transazionali e analitici in contemporanea. La sua architettura separa il layer di computing da quello di storage, permettendo di scalare i due in modo indipendente in base alle esigenze. A differenza dei database tradizionali che richiedono downtime o ristrutturazioni complesse per scalare, TiDB permette di aggiungere nodi dinamicamente, adattandosi ai picchi di carico senza interruzioni. Per chi lavora con grandi volumi di dati e ha bisogno di analytics in tempo reale, è un'opzione concreta.
🌐 Unity for Viroo La parte che mi ha colpita di più: come semplificare la modellazione 3D e creare esperienze immersive multi-utente per le aziende. Pensate a training virtuali, showroom digitali, simulazioni industriali, tutto accessibile da più persone contemporaneamente, senza dover costruire da zero un ambiente 3D complesso.
Il lavoro in stand scorreva, e ogni tanto scappavo per i 7 minuti del torneo di Magic.
Fino a quando non è arrivato il momento della finale.
La cosa più bella è stata girarmi e vedere la mia tribù dietro di me, sorridente e pronta a sostenermi. La finale è stata rapidissima, ho avuto una mano velocissima! Mi sono ritrovata a sorridere e saltellare di gioia con i ragazzi, e a ricevere una PS5! 🎮
Se ami Magic e il mondo dell'AI, puoi trovare qualcosa su entrambi in questi articoli:
A chiusura di giornata, allo stand ci siamo riuniti e ci siamo dati feedback in totale trasparenza.
La stanchezza era tanta, ma l'entusiasmo per quello che avevamo vissuto era più forte di qualunque cosa.
Di sera: mega lavoro di squadra per far entrare la PS5 nel mio trolley 😅, e poi per me è stata dura salutare la tribù. Li ho lasciati giocare a Heads Up, ma solo dopo aver rubato qualche scatto.
Ritorno a casa
La mattina dopo, colazione alle 7 e un incontro inaspettato con il prof. Buscema, che mi ha raccontato del suo lavoro. Abbiamo parlato di come risolvere problemi, e di come sia necessario staccarsi anche solo un po' per evitare che il pensiero resti intrappolato nello stesso schema all'infinito, tappando del tutto la possibilità di urlare EUREKA.
Vedere gli occhi brillanti di un interlocutore che si accende su quello di cui sta parlando è qualcosa di magico.
Il viaggio di ritorno non è stato privo di nuovi spunti: ho incontrato persone che avevano partecipato all'AI Week e mi dicevano che il secondo giorno era stato duro per i pochi interventi in inglese. Ho incontrato Alejandra, che mi ha raccontato la sua passione di essere mamma e donna che ama il suo lavoro nel mondo dell'arte, un lavoro che la porta a viaggiare continuamente.
Conclusioni
Mi porto a casa infiniti spunti, contatti, idee, pensieri e "TAC" sul mio guscio.
Non potrei essere più felice di essere entrata in Boosha. Vedere che le definizioni date per il mondo esterno sono solo una parte di quelle che viviamo all'interno è un valore enorme.
Cura verso di noi. Essere continuamente spronati, sia tecnicamente che umanamente. Confrontarsi con i vari ambiti di una struttura per capirne e assorbirne l'attenzione in ogni procedimento.
Grazie Giada e Mario, e grazie a tutta la mia tribù, per avermi regalato tutte queste sensazioni e per avermi riempita di una carica e di una voglia di crescere ogni giorno di più. 🚀
Da Hacker a Analista: l’intelligenza come superpotere Rami Malek lascia il cappuccio da hacker tormentato per vestire i panni di un ex analista CIA che, nel film Operazione Vendetta (The Amateur), usa meno codice ma ancora una volta vede cose che gli altri non notano. Non è l’eroe d’azione classico: non combatte, non corre, non […]
Lavori su più server, hai due PC, e ogni volta che apri il terminale è una piccola avventura. Dove ho messo quella chiave? Era su questo PC o sull'altro? Perché dice permission denied? Se ti suona familiare, continua a leggere Il problema (che in tanti non ammettono) Gestire le chiavi SSH è una di quelle […]