Il nome di questa tecnologia che usiamo ogni giorno deriva da Aroldo “Dente Azzurro” Gormsson, re di Danimarca nel X secolo.
Era famoso per aver unito la Danimarca e la Norvegia — un po’ come il Bluetooth unisce dispositivi diversi permettendo loro di comunicare tra loro 📱💻
Negli anni ’90, durante lo sviluppo di una nuova tecnologia wireless, gli ingegneri di Intel, Ericsson e Nokia cercavano un nome in codice per il progetto.
Fu Jim Kardach (Intel) a proporre “Bluetooth”, ispirandosi proprio al re danese conosciuto per le sue doti di unificatore.
Il nome era provvisorio… ma è rimasto!
🦷 Il suo soprannome originale, Blåtand, in antico danese non significava “dente blu” ma piuttosto “dente scuro”:
pare infatti che avesse un dente annerito o morto, e da lì il curioso nome con cui è passato alla storia.
Anche il logo nasconde un riferimento storico:
è un monogramma formato da due rune nordiche, ᚼ (Hagall) e ᛒ (Bjarkan), le iniziali di Harald “Blåtand”.
Quindi, la prossima volta che colleghi le cuffie al telefono, ricordati che stai usando una tecnologia che porta il nome di un antico re vichingo ⚔️✨
Un buon motivo per urlare "skål!" ogni volta che il Bluetooth si connette.
🎧 Ho scoperto questa curiosità ascoltando il podcast Geopop – Le scienze nella vita di tutti i giorni. Super consigliato se ti piace quando la scienza si intreccia con la vita quotidiana!
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